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VOCE E BATTERIA. Frankie hi-nrg si racconta prima del live in Baia

VOCE E BATTERIA. Frankie hi-nrg si racconta prima del live in Baia

Sabato 30 maggio alle 21:00, la nostra Baia avrà l’onore di ospitare il debutto ufficiale del Voce e Batteria Tour di Frankie hi-nrg mc, all’interno della rassegna DumBO Summertime Live (il biglietto, acquistabile qui a soli 10 euro, ti darà il pass per altre sette serate da qui a settembre).

Una serata imperdibile che segna il ritorno dal vivo di una delle penne più autorevoli e lucide dell’hip hop italiano.

Il tour prende il nome dal suo ultimo e omonimo progetto discografico: un album essenziale, diretto e radicale, che spoglia alcuni dei brani più rappresentativi del suo repertorio per riportarli al centro del messaggio.

Soltanto voce e ritmo (affidato alla batteria di Donato Stolfi) per esaltare al massimo i testi, l’intenzione e l’interpretazione, il tutto arricchito da collaborazioni d’eccezione con grandi nomi della scena musicale italiana, da Jovanotti a Fabri Fibra, passando per Elisa, Tiziano Ferro, Diodato e molti altri.

In attesa di vederlo infiammare il palco della Baia, abbiamo fatto due chiacchiere con Frankie per scoprire i retroscena di questo lavoro, capire come si è evoluto il suo approccio alla musica dal vivo negli anni e approfondire i brani a lui più cari.

Ecco cosa ci ha raccontato.

1) Hai preso canzoni che il pubblico conosce in versioni molto stratificate e le hai lasciate praticamente nude: voce e batteria. Qual è stato il brano più difficile da “spogliare” senza perderne l’identità?

Non ho avuto particolari difficoltà con nessuna canzone, d’altronde le ho scelte proprio perché, nonostante siano state scritte nel passato, ancora oggi hanno una forza e un’energia comunicativa tali da funzionare perfettamente anche in una veste essenziale, come quella di “Voce e Batteria”.

2) Se pensi al Frankie dei primi dischi e a quello che salirà sul palco di DumBO: c’è qualcosa nel tuo modo di lavorare che negli anni è cambiato radicalmente e che non ti aspettavi cambiasse?

Due cose. Collaboro molto di più, cosa che invece in passato quasi non accadeva.

E, nei concerti dal vivo, quelle che tra una canzone e l’altra erano delle invettive – che amplificavano, ribadivano e ridondavano sui testi – adesso si sono trasformate in riflessioni molto più leggere, ma ugualmente capaci di far ragionare. E devo dire che questo aiuta anche una miglior percezione e ricezione dei testi che sono, nella maggioranza dei casi, pesanti per natura.

3) Se dovessi far ascoltare una tua canzone a qualcuno che non ti ha mai sentito prima, magari non la più famosa, ma una che ti rappresenta particolarmente, quale sceglieresti e perché?

Sceglierei “Un uomo è vivo”, contenuto nel mio album “Essere umani”, che è l’altra canzone che avevo portato in gara insieme a “Pedala” al Festival di Sanremo del 2014, perché è una canzone estremamente intima, che racconta e affronta un tema che normalmente non viene affrontato nelle canzoni, che è quello della morte, ma dal lato di chi resta vivo. Nella fattispecie è un pensiero dedicato ai miei genitori, ma ha un tono e dei contenuti che purtroppo sono assolutamente universali.

(Credit copertina: Damiano Andreotti)

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